domenica 18 ottobre 2015

Almerimar

È qualche giorno che siamo fermi ad Almerimar per fare carena, qualche lavoretto e attendere che migliori la meteo.

Fin da quando abbiamo cominciato a programmare questo viaggio avevamo messo in programma di fermarci qui.
Miglia dopo miglia, e dalla nostra partenza dell'Elba se ne sono accumulate più di 2600, ogni riparazione che c'era da fare, ogni pezzo di ricambio o attrezzatura che c'era da comprare, ogni cosa ci dicevamo : "Ad Almerimar".
Con l'avvicinarsi della meta le aspettative crescevano, chissà che shipchandler forniti ci saranno, con quanti navigatori oceanici faremo amicizia, che scambio di informazioni ci sarà, quante barche che si preparano alla traversata atlantica. Il portolano poi dice che c'è una comunità di navigatori che sverna qui...
Mentre crescevano le aspettative cresceva anche il vento contrario e l'agoniata meta sembrava sempre più lontana.
Finalmente riusciamo a passare Cabo de Gata, poi navighiamo ancora per ore con vento e onda contro e finalmente alle otto di sera passate ci presentiamo all'ingresso del porto di Almerimar.
Ci aspettavamo un entrata agevole, come si addice ad un porto così grande, invece è stretta e le luci di ingresso un po' fioche.
Va beh, con un po' di sudorini siamo dentro e ci viene assegnato un posto in una delle numerose darsene.

La mattina ci mettiamo subito in marcia verso gli uffici del marina, si in marcia perché qui tutto è lontano... nella mia mente comincia a profilarsi l'immagine di una bicicletta come un miraggio nel deserto...

Ci viene fornita una mappa del porto e segnalati i vari servizi.
Risultato:
Shipchandler: 2 e poco forniti
Servizi: Di difficile localizzazione e non particolarmente confortevoli
Tecnici per strumenti: poco tecnici
Cantiere: molto efficiente
Navigatori oceanici conosciuti : 1

Sono quattro giorni che siamo qui e già ci sembra una vita....

LA MEDITAZIONE E' OSSERVAZIONE PARTECIPATIVA


In un momento di pausa, tra un lavoro e l'altro alla barca, leggo da:

“VIPASSANA”
(Meditazione di Consapevolezza)
PRIMA PARTE -
TITOLO ORIGINALE: Mindfulness in Plain English AUTORE: Venerabile Henepola Gunaratana Mahathera
tratto da: http://www.bhavanasociety.org/
traduz. Italiana di Aliberth Meng 



Nel secolo scorso, la scienza e la fisica Occidentali hanno fatto una scoperta sorprendente. Noi siamo parte del mondo che vediamo. Il processo stesso della nostra osservazione cambia le cose che osserviamo. Per fare un esempio, un elettrone è un elemento estremamente piccolo. Non può essere visto senza una strumentazione, e quell’apparato convalida ciò che l'osservatore vedrà. Se voi osservate un elettrone in un solo modo, esso sembra essere una particella, una piccola pallina che rimbalza in un vasto spazio. Quando lo visualizzate in un altro modo, l’elettrone sembra avere una forma ad onda, con niente di solido su di esso. Lampeggia e si dimena in tutto lo spazio. Un elettrone è un evento, più che una cosa. E l'osservatore partecipa a quell’evento con lo stesso processo della sua osservazione. Non c'è modo di evitare questa interazione.
La scienza Orientale ha riconosciuto questo principio-base da molto tempo. La mente è un insieme di eventi, e l'osservatore partecipa a questi eventi ogni volta che volge lo suardo verso l'interno. La meditazione è 'osservazione partecipativa’. Quello che state guardando corrisponde al processo del ‘vedere’. Quello che state guardando siete ‘voi-stessi’, e ciò che vedete dipende da come voi guardate. Quindi, il processo della meditazione è estremamente delicato, e il risultato dipende assolutamente dallo stato mentale di colui che medita. I precisi atteggiamenti che ne conseguono sono essenziali per il successo nella pratica. 

assolutamente dallo stato mentale di colui che medita. I precisi atteggiamenti che ne conseguono sono essenziali per il successo nella pratica. 

giovedì 15 ottobre 2015

Da Aquilas ad Almerimar

OFinalmente in serata il vento cala, dopo una buona pasta andiamo a letto presto, alle 4 si salpa.
Usciamo dal porto di Aquilas con un buio pesto, ci accompagnano solo poche stelle e qualche fulmine di un temporale lontano sul mare.
Più navighiamo verso Ovest più il chiarore dell'alba si attarda, sembra che il sole non voglia sorgere mai.
Con poco vento ci avviciniamo al famigerato Cabo de Gada.
Poche miglia prima del capo il vento aumenta fino a 10 nodi ma il mare si riempie di ochette: è la corrente che spinge in direzione contraria al vento.
Ci teniamo radenti al capo con un passaggio da brivido in 5-7 metri d'acqua, così riusciamo ad evitare il vento e l'onda contrari.
Ci godiamo il passaggio del capo che offre scorci davvero sorprendenti per la loro bellezza.
Anche Cabo de Gada è sulla poppa, cominciamo a sentire il profumo dell'oceano e brindiamo con un ottimo nero d'Avola!
Attraversiamo il golfo di Almeria con un lungo bordo di bolina e ce la godiamo finché il vento, tanto per cambiare, ci gira dritto sul naso.
15....20...23 nodi, via il genoa, via la randa, arranchiamo contro vento e onda.
Così dalle 4 del pomeriggio alle 9 di sera quando ormeggiamo ad Almerimar

martedì 13 ottobre 2015

La nostra rotta sulla mappa, 1600 miglia dal 2 settembre quando siamo partiti da Nisiros Dodecanneso Grecia

http://www.umapper.com/maps/view/id/340098/

Da Cartagena a Aquilas

Partenza alle 8 da Cartagena. Usciti dal golfo inizia a soffiare sui 10 nodi di prua. Tentiamo un bordo verso il largo ma ci dà scarso, allora tentiamo un bordo verso terra ma ci dà scarso anche questo, il vento viene dritto da Capo de Gada, dove dobbiamo andare noi.
10 nodi diventano 15, poi 20, poi 25 poi 28 sotto raffica, prendiamo la seconda mano, prendiamo la terza mano... l'onda ci frena... e si va verso la sera...
Un'occhiata al portolano e via si torna 4 miglia indietro per rifugiarci a Aquilas.
Il porticciolo è protetto ma stipato di pescherecci, alla fine troviamo posto all'inglese dal benzinaio, tanto qui è festa nazionale ed è chiuso.
Domani poi ci si penserà.

sabato 10 ottobre 2015

Da Ibiza a Cartagena

Pioviggina al nostro risveglio a Santa Eulalia.
Ci incamminiamo sotto l'ombrello alla ricerca di una colazione e di un po' di internet.
Seduti al tavolino del bar ci immergiamo in email, notizie e preparazione dei programmi. Quando rialziamo la testa dal tablet le nuvole sono sparite e brilla un sole caldo.
Il porto si è animato e malgrado la bassa stagione è pieno di persone che passeggiano o sono sedute al sole nei vari locali all'aperto.
Ma per noi è tempo di ripartire.
Una rassettata alla barca e sì mollano gli ormeggi.
Appena usciti dal porto si addensa qualche groppo.
Per evitare di passarci sotto puntiamo la prua sulla punta sud di Formentera invece di tentare uno dei passaggi tra le due isole.
20 miglia passano così a fare a nascondino con la pioggia e a rollare su una fastidiosa onda al traverso. Passato il capo SE di Formentera sentiamo di averla scampata, strambiamo, passiamo il faro e l'andatura diventa più confortevole.
Il tramonto ci regala finalmente un cielo quasi sgombro da nuvole.
La notte passa tranquilla e al mattino noto qualcosa di diverso quando alle 8 segno la posizione sul diario di bordo... abbiamo passato il meridiano di Greenwich e la nostra longitudine ora è Ovest!
La giornata continua all'insegna del poco vento, ma nel pomeriggio aumenta e gira di prua.
La nostra meta era Almerimar ma questo vento unito ad un'onda corta e ripida ci frena.
Poggiamo di qualche grado puntiamo la prua su Cartagena e iniziamo un lungo ed entusiasmante bordo di bolina a 6 nodi.
Alle 21,30 siamo ormeggiati al Real Club de Regates di Cartagena. Naturalmente la serata finisce con un po' di tapas.

venerdì 9 ottobre 2015

Da Colom a Santa Eulalia Ibiza


Partiamo da
Colom appena fa giorno. Usciti dal golfo siamo subito investiti da un mare formato e bianco di schiuma. Un bel NE 15-20 nodi e Obiwan vola sulle onde a più di 5 nodi. 
100 miglia così, un'unica cavalcata fino a Santa Eulalia. Entriamo nella stretta imboccatura del porto sotto una leggera pioggerella, è l'una e mezza di notte, l'ormeggio al buio e con vento non è facile ma con una bella banchina sopravento  ci godiamo qualche ora di sonno. 

La nostra rotta sulla mappa

http://www.umapper.com/maps/view/id/340098/

lunedì 5 ottobre 2015

Da Carloforte a Mahon

Dopo aver atteso per quattro giorni l'arrivo di condizioni meteo un po' più favorevoli finalmente lasciamo Carloforte e puntiamo la prua sulle Baleari.
Randa due mani e genoa e la barca vola a più di 6-7 nodi spinta da un SE 15 nodi.
Ci entusiasmo finché i nodi diventano 20, planiamo... ohoohhh è tempo di ridurre anzi ammainare la randa.
Il mare è sempre più formato ma la barca procede veloce e sicura.
Cala una notte buia come la pece, il vento resta sui 25-28 nodi e noi continuiamo la nostra corsa. Verso l'alba il vento finisce, ma non l'onda che ci sballottola per tutta la giornata. Il pomeriggio si leva una bella brezzolina al traverso che ci accompagna per un bel tratto. In vista di Minorca le nuvole si addensano, la brezza rinforza e ci gira di bolina.
Ma ecco i fanali di entrata del grande Golfo di Mahon.
È sempre una grande emozione entrare in un porto sconosciuto di notte. Piano piano riconosci le luci, le linee scure della costa. Ci inoltriamo nel porto finché vediamo un posto libero ad un piccolo pontile sulla nostra destra. Dopo neanche mezz'ora siamo davanti ad una strepitosa paella! Siamo arrivati in Spagna!